Gomito

Il gomito è elemento congiuntivo posto tra il braccio e l’avambraccio. Il suo compito principale concerne le due fasi di allungamento e di accorciamento dell’arto superiore, il cui scopo è quello di collocare la mano in un punto dello spazio che sia utile per una data azione (ad esempio, portare il nutrimento alla bocca per mangiare oppure lungo il fianco durante la fase di camminata). Il gomito è collocato tra:
  • il braccio: la sezione dell’arto superiore compresa tra l’articolazione della spalla e il gomito;
  • l’avambraccio: la restante parte dell’arto superiore, compresa tra il gomito e il polso a cui è connessa la mano.
Qual è l’apparato osseo del gomito? Il funzionamento del gomito, inoltre, rappresenta una forma di articolazione complessa che si serve di tre sotto-articolazioni basiche che hanno in comune un apparato legamentoso. In altre parole, quest’ultimo è formato da tre tipologie di ossa:
  • l’estremità inferiore dell’omero che si congiunge alla spalla
  • l’estremità superiore dell’omero, connessa all’avambraccio e all’articolazione della mano. Quest’ultima è corredata anche dai muscoli epitrocleari, il cui scopo primario è quello di garantire precisione nella flessibilità delle dita e del polso;
  • l’estremità superiore dell’ulna: una sezione ossea dell’avambraccio.
Quali sono le funzioni del gomito? Cosa implica una lesione? L’apparente complessità della struttura del gomito, inoltre, è frutto di un sistema altamente performante che il nostro organismo impiega per roteare l’arto superiore. L’obiettivo? Favorire le azioni necessarie per l’utilizzo performante della mano e del braccio, elementi di primaria importanza per il sostentamento del corpo nella sua totalità: pettinare i capelli, lavare il viso o alzare le braccia sopra la testa sono movimenti apparentemente basici. In realtà, essi sono frutto di un attento sistema di bilanciamento. Basti pensare al fatto che una lesione traumatica di un nervo o di un muscolo, possono essere fattori altamente debilitanti che impediscono un corretto mantenimento delle abilità primarie favorite dal gomito (afferrare un oggetto, lanciarlo, portare un cibo alla bocca o toccare la testa, tra le tante). Da cosa è garantito il principio di stabilizzazione del gomito? Quali sono i suoi possibili movimenti? In che modo il gomito è in grado di sostenere con estrema precisione le strutture ossee e muscolari della mano? Per rispondere a questa domanda, è necessario chiarire l’importanza che la spalla riveste nella creazione di una funzione stabilizzata del gomito: quest’ultimo impiega quattro elementi anatomici principali (l’olecrano, la coronoide, il legamento collaterale interno e quello esterno) allo scopo di agire con il maggior tasso di precisione possibile. Tra le funzioni principali del gomito che vengono garantite dal funzionamento generale di nervi, fasci muscolari e struttura ossea, di conseguenza, ricordiamo due macro-categorie motorie:
  • La pronazione: con questo termine si fa riferimento al movimento che permette di roteare l’avambraccio verso l’interno. Al termine dell’azione, il palmo della mano sarà orientato verso il basso.
  • La supinazione: la capacità rotatoria contraria alla precedente. L’avambraccio sarà spostato verso l’esterno e il palmo della mano sarà rivolto verso l’alto (con il dorso che punta al pavimento).
In aggiunta a queste due categorie motorie, è doveroso ricordare la capacità che il gomito ha di dare vita a una vasta gamma di movimenti laterali, il cui scopo è quello di afferrare un oggetto, spostarlo o lanciarlo in un’angolazione che sia superiore o inferiore ai 90 gradi.

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